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TAI – TUSCAN ART INDUSTRY è un progetto di Studio Corte 17, realtà che si esprime nel tempo, attraverso una costante indagine di nuove pratiche artistiche sperimentali e attenti studi del paesaggio industriale della città di Prato. La decisione di utilizzare fabbriche inattive nel progetto, nasce dallo stretto contatto, ormai decennale, con le stesse e dalla ricerca di un collegamento tra l’arte contemporanea e l’architettura tipica del territorio.

Il progetto TAI nasce nel corso dell’anno 2015 e si presenta come un laboratorio di ricerca che coinvolge artisti, curatori, fotografi, musicisti e performers che lavorano in sinergia e temporaneamente all’interno di siti di archeologia industriale in Toscana. Si inserisce in un momento di importante cambiamento della città di Prato, che da diversi anni è oggetto di numerose riflessioni urbanistiche, architettoniche ed antropologiche. TAI si sviluppa attraverso diversi piani d’azione che vanno dalla rigenerazione dei luoghi abbandonati, alla formazione dei giovani attraverso laboratori, workshops e residenze all’interno di contenitori vuoti da recuperare e rifunzionalizzare, fino alla creazione di itinerari volti allo sviluppo di nuove forme di turismo alternativo che valorizzino le peculiarità della città. Il progetto mette in collaborazione spazi privati, istituzioni, centri di produzione artistica, amministrazioni pubbliche e varie associazioni del territorio. Al suo interno, sono coinvolte diverse professionalità che operano in ambito culturale, artistico, storico ed architettonico.

La rassegna pone al suo centro la sperimentazione delle arti visive contemporanee, accogliendo, all'interno dei luoghi scelti, idee, sensibilità ed opere ibride, spesso lavorando a contatto con archivi storici resi accessibili e restituiti attraverso l’uso delle arti visive. Il progetto coinvolge spazi industriali in stato di abbandono, fabbriche attive o rigenerate: edifici stratificati nel tempo, architetture legate all’identità e alla memoria del territorio, studiate attraverso una mappatura del tessuto urbano. La ricerca trova la sua origine all’interno di uno studio attento e dettagliato, effettuato attraverso una ricognizione della città e una consultazione del catalogo “La città abbandonata”, edito negli anni '80 a cura di Alberto Breschi.

Direzione artistica del progetto - Chiara Bettazzi / SC17

Chiara Bettazzi - Artista e presidente SC17

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