TAI 2016

    La seconda edizione di TAI, svolta nell’anno 2016 è stata realizzata all’interno della storica fabbrica Anonima Calamai. La fabbrica di Brunetto Calamai costituisce un’eccezione nel panorama cittadino pratese in quanto è senz’altro tra le fabbriche di più antica formazione, posta sul ramo di una gora, e rimasta quasi intatta fino ai giorni nostri, nonostante sia collocata, com’è, al limite del cosiddetto Macrolotto 0…

    Obiettivi su Nervi.

    La seconda edizione di TAI, svolta nell’anno 2016 è stata realizzata all’interno della storica fabbrica Anonima Calamai. La fabbrica di Brunetto Calamai costituisce un’eccezione nel panorama cittadino pratese in quanto è senz’altro tra le fabbriche di più antica formazione, posta sul ramo di una gora, e rimasta quasi intatta fino ai giorni nostri, nonostante sia collocata, com’è, al limite del cosiddetto Macrolotto 0.

    La visita condotta da Giuseppe Guanci, è stata particolarmente evocativa, poichè ha permesso di rileggere una parte della città attraverso le sue varie fasi di sviluppo, sia urbanistico che architettonico, come attestano anche le interessantissime strutture realizzate da un giovanissimo Pier Luigi Nervi, e rimaste per anni completamente sconosciute. Focus di questa edizione è stata la residenza dell’artista francese Rebecca Digne, curata da Alessandro Gallicchio. L’interesse di associare l’attività laboratoriale a quest’esperienza di residenza, risiede nelle similarità delle due operazioni, ossia nella volontaria rioccupazione e riattivazione di spazi industriali. La ricerca dello sconfinamento di ruolo artista/curatore, si è consolidata nel workshop, che ha coinvolto nove partecipanti, selezionati in seguito al lancio di una call aperta al pubblico. Prendendo a modello i processi d’ibridazione, si è così cercato di associare sessioni dedicate alla ricerca e al confronto. Visite a spazi indipendenti, incontri con artisti, lectures e ateliers di lettura hanno affiancato momenti di analisi, deambulazione e videoripresa della fabbrica. Nei contenuti, l’orientamento del workshop andava nella direzione di un rifiuto del concetto di sublime applicato alla rovina architettonica e, soprattutto, nell’opposizione al romanticismo esasperato suscitato dalla scoperta di architetture abbandonate. 

    Da qualche anno, infatti, la feticizzazione dell’urbano e l’eroticizzazione della periferia hanno promosso pratiche di ripresa (video) fotografica radunate, genericamente, sotto l’etichetta di #RuinPorn. 

    La riflessione sulla sterilità della pornografia dell’immagine postcatastrofica ha indotto il gruppo ad allontanarsi da approcci voyeristi per privilegiare il fare collettivo attraverso una chiave di lettura inedita: il gioco. Il risultato del workshop è un’opera video intitolata FAREDISFARE di Alessandra Frosini, Lori Lako, MOM3NTO (Miriam Bettarini e Franco Spina), Bärbel Reinhard, Serena Rosati e Tatiana Villani, accompagnato da un intervento site- specific di Adriana Amoruso. Durante la serata finale sono stati effettuati una serie di interventi site specific, tra sonorizzazione e video proiezione. La decisione di lasciare la struttura pressochè inalterata, utilizzando solo materiale recuperato all’interno del fabbricato, ne ha evidenziato tutto il potenziale scenografico, oltre ad una memoria densa di storia e significato per il tessuto urbano. Strumenti di lavoro desueti, residui di produzione tessile impolverati restituiscono la visione di un paesaggio industriale immobilizzato nel tempo. Healing Force Project in collaborazione con Hand Signed, ha avuto il compito di interpretare, in un lungo dj set, gli spazi congelati nel tempo della Ex-Anonima Calamai. All’interno l’allestimento del bar temporaneo “Dopolavoro Calamai” di Chi-nà e la proiezione del video Anonima Calamai con riprese di Maurizio Ciocchetti, sonorizzato da Emanuele Becheri, Andrea Pini, Enrico Bartolini.

    Video Reportage edizione TAI 2016

    Documentazione workshop Obiettivi su Nervi a cura di Alessandro Gallicchio con l’artista Rebecca Digne – Faredisfare TAI 2016

    Sonorizzazione Anonima Calamai – Emanuele Becheri

    Sonorizzazione reparto tintoria Pier Luigi Nervi – Gea Brown

    Ex Anonima Calamai – Intervista a Giuseppe Guanci

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